Introduzione - Tiziano

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DayLight

Storicamente, e in special modo prima della rivoluzione industriale, la luce del giorno era considerata una cosa del tutto naturale in quanto le attività lavorative erano per lo più svolte all’esterno. L’agricoltura, la pastorizia, ma anche molti lavori artigianali erano svolti alla luce del sole. Al calar della sera si rientrava a casa per riposare e quindi l’ambiente domestico era visto e vissuto più che altro come luogo di riposo e di recupero delle energie spese durante il giorno. In tal modo la luce regolava la vita biologica dell’uomo scandendo in modo preciso e regolare l’alternanza del lavoro e del riposo.
Fu la rivoluzione industriale e con essa la scoperta che una macchina, a differenza di uno schiavo o un cavallo, rende maggiormente se viene fatta funzionare per tutto il tempo, a stravolgere, nell’arco di qualche decennio, l’organizzazione della vita moderna. Oggi molte attività umane si svolgono di notte, e anche durante il giorno la maggior parte di noi passa il tempo in occupazioni che richiedono la presenza in ambienti confinati.
Tutto questo ha portato ben presto allo sviluppo dell’illuminazione artificiale, nel tentativo di simulare in termini quantitativi e qualitativi la luce naturale, cui l’occhio umano è abituato da milioni d'anni. Si è giunti fin quasi al paradosso di preferirla alla luce naturale per la sua maggiore governabilità anche durante il giorno. Per fortuna questa tendenza, negli ultimi anni si è invertita e anche i sostenitori più accesi dell’artificiale cominciano a ricredersi, grazie anche a numerose ricerche sul rapporto tra luce e benessere fisiologico, portate avanti da vari enti di ricerca nazionali e internazionali. Tali ricerche hanno rivelato che la luce naturale, sia per la sua qualità, che per la sua continua variabilità nell’arco della giornata, è una fonte difficilmente simulabile e che vale la pena di sfruttare il più possibile proprio per la qualità della vita che essa offre.
L'architettura contemporanea, in special modo quella che fa ampio uso del vetro, non sempre è verificata e integrata con la luce diurna; come tutte le cose, anche quest’ultima, deve essere dosata nella misura giusta all’interno degli ambienti. Mentre nell’architettura tradizionale si faceva riferimento a modelli costruttivi e stilemi consolidati dalla tradizione e verificati nel tempo, oggi, il progettista ha un vastissimo grado di libertà nelle scelte tipologiche progettuali.
In questo senso DayLight si propone come valido strumento di verifica progettuale che ben si affianca ad altri applicativi AutoCAD/BricsCAD (per le strutture, gli impianti, i computi metrici ecc.) contribuendo allo stesso tempo a rendere sempre più professionale e creativa l’attività dei progettisti.


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